I RACCONTI DI BATTISTA CHERUBINI

 

PAPA GIOVANNI PAOLO II

 

Karol Josef Wojtyla è nato a Cracovia (Polonia) il 18 maggio 1920. Cresciuto in una famiglia operaia, è sempre stato un alunno modello fin dalle scuole elementari.

Nel 1929, muore la mamma Emilia nel dare alla luce una bambina. Tre anni dopo, il fratello, laureato in medicina, che lavorava in ospedale, muore di tifo. Karol rimane solo con il padre.

Terminate le scuole elementari, nel 1930 è ammesso nel ginnasio maschile statale. Inizia lo studio del tedesco e ha una buona predisposizione per le altre lingue (diventerà poi il primo papa poliglotta della storia). Affronta poi lo studio del greco e si appassiona per la letteratura e per il teatro.

Superati gli esami di maturità, si iscrive all’Università di Lettere e Filosofia, ma, quando i tedeschi chiudono l’università nel 1939, va a lavorare in una cava di pietra e successivamente come operaio presso un’industria chimica di Cracovia, per potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania. Non abbandona però gli interessi letterari ed entra a far parte di un gruppo teatrale.

Nel 1941 gli muore anche il padre, stroncato da un attacco cardiaco. A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequenta i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia.

Un giorno, nel 1944, uscendo dalla fabbrica chimica, viene investito da una pattuglia militare tedesca; lotta in ospedale tra la vita e la morte, ma viene salvato.

Nel 1946 completa gli studi teologici e viene ordinato sacerdote. Subito dopo, parte per proseguire gli studi a Roma, dove l’anno seguente ottiene la licenza in teologia. Ritorna in Polonia, dove consegue la libera docenza in teologia.

Nel 1949, è richiamato a Cracovia per essere stato designato viceparroco della Parrocchia di S. Floriano.

Nel 1958, Papa Pio XII lo nomina vescovo di Cracovia; nel 1968 diviene arcivescovo di Cracovia. Nel 1967, Papa Paolo VI lo nomina cardinale.

Fa parlare di sé quando nel 1969 posa la prima pietra della chiesa di Nova Huta, scontrandosi con il regime comunista che si era sempre opposto alla costruzione delle chiese e di qualsiasi luogo di culto.

Dopo la morte di Papa Luciani, avvenuta il 28 settembre 1978, dopo un brevissimo pontificato, Wojtyla partecipa all’elezione del nuovo pontefice ed è lui il prescelto per salire sulla cattedra di San Pietro. Diventa papa il 16 ottobre 1978, con il nome di Giovanni Paolo II.

Colpisce il fatto che il nuovo papa venga da un paese dell’Est, da un paese come la Polonia, in cui professarsi cristiano dinnanzi al sistema sovietico, richiede vera fede e forte coraggio. Lui è stato fra i maggiori artefici della crisi del comunismo e della dissoluzione dell'Impero sovietico nell'Europa centrale e orientale.

Alla lotta contro il sistema sovietico sembra essere ricondotto l’attentato di cui sarà vittima il 13 maggio 1981, durante la benedizione della folla: in piazza San Pietro, due colpi raggiungono l’addome di Giovanni Paolo II. Autore del gesto è Mehmet Ali Agca, 23 anni, turco, terrorista professionista, condannato a morte per omicidio ed evaso da un carcere militare di Istanbul.

Questo papa ama molto il culto mariano; per lui Maria è al primo posto. È molto devoto alla Madonna di Fatima e ama moltissimo Madre Teresa di Calcutta per la sua missione in India e per le grandi opere da lei svolte.

Papa Giovanni Paolo II verrà ricordato perché lui, a differenza dei suoi predecessori, non ha esperienze di Curia e di diplomazia vaticana: interpreta il suo compito non come capo di stato ma come missionario. “Cristo ci ha detto: andate in tutto il mondo”. Così, Giovanni Paolo II compie più di 200 viaggi in Italia e 104 nel resto del mondo. Secondo lui, il viaggio è lo strumento per rendersi presente ovunque nel mondo e per entrare in contatto diretto con i popoli; è un mezzo di comunicazione di massa e uno strumento per il governo della Chiesa. Per questo, Papa Giovanni Paolo II viaggia molto, mettendosi anche nei pericoli, visitando paesi in guerra, paesi che non lo vogliono e dove gli sconsigliano di andare, dando la benedizione a tutti, anche là dove è proibito. Ha viaggiato quanto gli sarebbe bastato a compiere 26 volte il giro del mondo.

Nessun Papa ha incontrato tante persone come Giovanni Paolo II: alle Udienze Generali del mercoledì hanno partecipato quasi 18 milioni di pellegrini.

Papa Wojtyla è il papa che capisce di più i giovani, è vicino a loro, li comprende e li ama. Un proverbio polacco dice: se vuoi essere giovane vivi con i giovani. Karol Wojtyla li adorava e per loro lui era il leader.

La più difficile delle sue missioni è stata quella di chiedere perdono per tutte le sofferenze inflitte ai non cattolici dalla Chiesa stessa. Papa Wojtyla ha sottoposto la Chiesa a un esame non facile. La Chiesa è chiamata a rispondere del suo silenzio di fronte all’olocausto; la tragedia degli ebrei è vissuta da vicino da questo papa, perché la sua città natale è a soli 30 km da Auschwitz. Il “mea culpa” cattolico attraversa varie fasi, arrivando a condanna anche le crociate.

Nel 1986 per la prima volta nella storia, un papa entra in una sinagoga.

Nel febbraio 2005, inizia l’ultimo calvario di Papa Giovanni Paolo II. Dopo due ricoveri all’Ospedale Policlinico Gemelli per una laringo-tracheite acuta e crisi di laringospasmo, che lo hanno costretto a una tracheotomia, il 31 marzo scatta un nuovo allarme per la salute del papa: febbre alta dovuta ad un’infezione delle vie urinarie. Dopo poco più di 48 ore di agonia, il Papa muore sabato 2 aprile, alle ore 21:37, all’età di 84 anni.

 

Milioni di fedeli hanno fatto visita al papa in Piazza San Pietro, arrivando a reggere fino a 18 ore di lunghe code. Tutti i capi di stato e le autorità religiose hanno partecipato ai funerali. Il mondo intero in questi giorni è in lutto per la perdita di un grande uomo. Speriamo che Cristo illumini i cardinali nel dare al mondo ancora un papa semplice, saggio, deciso e giusto, un grande vescovo di Roma, Papa e Pastore del mondo. Speriamo che Papa Benedetto XVI sia un altro grande papa.

 

Battista Cherubini

 

 

 

 

 

 

 

 

PREGHIERA PER LA VERITÀ

 

Ti preghiamo Dio:

aumenta la fiducia nel tuo amore,

dacci la volontà di una lotta paziente

per mantenere la pace e la libertà.

Preservaci dall’egoismo individuale, familiare, sociale.

Non permettere che il più forte

disprezzi il più debole.

Difendici dall’odio e dai pregiudizi

contro chi ha convinzioni diverse.

Insegnaci a vincere il male,

a vedere il fratello anche nell’uomo che agisce male.

Insegnaci a vedere il bene,

ovunque esso si trovi.

Preservaci dal prendere parte alla menzogna

che distrugge il nostro mondo.

Dacci il coraggio di vivere nella verità.

Per Papa Giovanni Paolo II.

 

Battista Cherubini

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