UN PENSIERO PER SANTINA…

 

Ciao Santina, sorella per tanto tempo attesa e troppo presto allontanata!

Guidata in carrozzina al tuo tavolo, ho visto un volto sorridente che rivolgendosi a me disse: “Signora, da dove viene? Come mai a Pralboino? Non c’è la Casa di Riposo a Gambara?” ed io a lei: “Penso che sarò meno sola a Pralboino dove ho già trascorso due anni della mia felice adolescenza. Qui vivono molte persone che ho conosciuto allora e spero si ricordino di me.

E così sono iniziate le nostre conversazioni. Ho parlato delle mie coetanee e delle persone che in quegli anni mi erano state vicine.

Ebbene, Santina, allora giovane sposa, le aveva conosciute tutte e cominciò a parlarmi di loro, della loro vita, del loro lavoro. In una parola riempì con notizie vive uno spazio di tempo di settant’anni di vita che credevo di aver perduto e invece vedevo rifiorire nei ricordi, grazie a lei.

Ebbi notizie delle mie compagne di banco: Rosa, Dina Baronio, Giulia Trebiglio, Giulia Comincini, Marina Micheletti, Albina e Maria Barchi, Nani Porro; del Professor Gatti, delle famiglie Acerbi, Comincini, Cicogne, Foresti, Micheletti; famiglie che orbitavano nell’ambito della maestra Elvira Zomer presso la quale sono stata ospite durante gli studi nei primi due anni di vita della scuola media che con Padre Zasio nasceva ubicata nel castello.

Le ho parlato della bella voce della signora Zotti, della signorina Adele Manfredini, allora mia insegnante, tuttora in vita, modello da imitare per serietà e comportamento.

Non è esagerato dire che l’emozione che mi prendeva ad ogni racconto lasciava una dolcezza profonda nel mio cuore e mi invogliava ad ascoltare, ad interrogare e a cercare di sapere ancora e ancora.

Tu Santina, con semplice e sincera generosità mi accogliesti nel tuo gruppo e io non mi sentii mai sola né isolata, ma ben accolta.

Rendesti il periodo della mia grande invalidità più sopportabile e accettato insieme a varie rinunce doverose che dovevo compiere. Non ho sentito né solitudine né insopportabili lontananze perché la mia nuova vita è stata riempita da ricordi di persone a me care come possono essere i ricordi di una felice adolescenza, anche se poi nella vita vissuta non mi è stata risparmiata ogni sorte di sofferenza morale e fisica.

A farmi sorridere bastava il ricordo di persone che avevano animato quei due anni trascorsi qui e l’abbraccio con le amiche ritrovate e gioiosamente riviste.

Un giorno, ricordi Santina, mentre stavamo parlando, con le nostre teste bianche avvicinate, abbiamo sentito una voce dire:”guarda le due polère!”. Noi abbiamo sorriso e ci siamo rallegrate, avevamo capito quanto ci sentivamo felici di essere insieme.

C’era anche un legame sorprendente tra noi:

Santina è nata il 24 gennaio 1914

Maria è nata il 24 gennaio 1921.

Dal modo e nella misura con cui la gente di Pralboino e dintorni ti salutava, ho capito già dai primi giorni quanta amicizia e amore avevi saputo dare tu alla tua gente.

Ma il male inesorabile era in agguato e così io sono sola con il tuo ricordo e con la certezza che i tuoi consigli che mi hai dato uno degli ultimi giorni della tua vita, me li hai dati perché io continui a vivere serena in questa Casa di Riposo.

Grazie Santina!

Quando la vecchiaia è entrata di prepotenza nella mia esistenza, io mi ero proposta di non accettare la solitudine, specie negli ultimi tempi della mia vita, e mi sono orientata verso la Casa di Riposo di Pralboino che, per ubicazione, struttura, gestione e formazione professionale, mi permette di vivere tra gente che mi ha accolto con il grande cuore tuo, dolce, cara sorella Santina, troppo presto da me allontanata! E sono qui!

Tra un assalto e l’altro delle tue aspre sofferenze, ebbi modo di suggerirti di affidare i tuoi mali a Gesù salvatore misericordioso e di porgerti il mio crocifisso da baciare con fede. Lo facesti ben tre volte con gli occhi pieni di lacrime e mi dicesti: ”Grazie Maria”.

Ti riportarono in ospedale ed io non ebbi la possibilità di esserti vicina, come avrei voluto, per l’ultimo addio.

Ora, Santina, riposa in pace. Sarai sempre nel mio cuore e nelle mie preghiere.

 

Maria Ferrari   

 

 

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