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Da "Il Giornale di Brescia" del 17/08/2003
Giuseppe Gelmini, scultore 87enne, ha realizzato
il calco di una statua che attende di essere fuso
Un San Flaviano per Pralboino
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L’idea
ha preso corpo osservando, sul sagrato della Parrocchiale di Pralboino,
quel basamento incompleto quasi in attesa di accogliere la statua di un
Santo caro alla comunità locale. Esso fa da controaltare ad un
piedestallo gemello che, sull’altro lato del portale della chiesa,
offre appoggio alla scultura in marmo di sant’Andrea.
Per il fedele pralboinese il posto vuoto va debitamente assegnato a san
Flaviano, le cui spoglie da secoli sono custodite in pregiata teca
proprio nel tempio maggiore. Un intendimento sicuramente azzeccato che
il signor Giuseppe Gelmini, affermato artista autodidatta, ha fatto suo,
proponendosi di porvi rimedio. Così si è messo all’opera.
Il Gelmini, che vanta un ricco curriculum alle spalle come pittore e scultore,
nacque 87 anni fa a Pralboino. Prima contadino, poi manovale, quindi operaio;
raggiunto il meritato pensionamento, si è dedicato completamente
alla sua inclinazione artistica. Riconoscimenti ne ha ricevuti tanti;
ricordiamo tra quelli più prestigiosi: una medaglia d’oro,
un decimo premio nel concorso internazionale di Vigevano, un quinto posto
in quel di Caravaggio. L’inclinazione per il pennello l’ha
coltivata fin dai banchi di scuola, la scultura l’ha scoperta invece
durante gli anni di prigionia in Libia durante il secondo conflitto mondiale.
Negli anni ’50 ha cominciato a rendere pubbliche le sue qualità
di artista, partecipando a rassegne e mostre. Di lui, che dopo gli anni
della gioventù trascorsi nel paese natio, trovò casa con
la famiglia a Flero, la rassegna “Panorama d’arte” del
1975 scrisse:”Il fervore artistico del Gelmini è animato
da una concezione popolare e antica dell’arte; egli riesce a tradurre
i pensieri e i sentimenti dei personaggi in atteggiamenti ben riusciti
che trascendono e sublimano le loro vicende terrene”.
Da un anno e mezzo Giuseppe è tornato a Pralboino, trovando sistemazione
in uno dei minialloggi della Casa di Riposo “Longini-Morelli”.
Dalla direzione dell’istituzione, che condivide e sostiene la sua
vena artistica, egli ha avuto in uso anche un locale da utilizzare come
laboratorio d’arte per i suoi quadri e le sue sculture. Proprio
qui ha portato a compimento, per il momento con l’argilla, la statua
di san Flaviano, prefetto romano messo alla gogna e martirizzato all’epoca
dell’imperatore Giuliano l’Apostata per non aver rinnegato
la fede cristiana. Il calco con dimensioni naturali andrà trasformato
in pezzo bronzeo, che non potrà però essere collocato a
lato del portale della chiesa parrocchiale poiché la sovrintendenza
delle belle arti predilige opera in marmo come quella esistente di sant’Andrea
Il consiglio di amministrazione della Fondazione Onlus "Longini-Morelli",
comunque, ha dato disponibilità per collocare la statua nello spazioso
giardino della casa di riposo.
Rimane ancora l’onere della fusione in bronzo, valutata sui 7000
€. Una somma non indifferente ed insostenibile, pur con tanta buona
volontà, da parte dell’Ente. Per questo si fa affidamento
sulle generose contribuzioni di enti locali, di associazioni e di privati
cittadini. Con l’interessamento di tutti i pralboinesi, la statua
di san Flaviano potrebbe essere collocata e inaugurata proprio in occasione
della festa patronale che si celebra solennemente nella 2^ domenica di
ottobre, difficilmente ormai quest’anno, ma senza dubbio nel 2004.
Giuseppe Gelmini posa accanto al calco
in argilla della sua statua di San Flaviano, martire e patrono di Pralboino
(Brescia)
Articolo a cura
di Bruno Manenti
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